CHIESA DI S. ROCCO

 

Le origini della chiesa, ora adibita ad abitazione privata, si possono fissare alla fine del XV secolo. Il 23 marzo 1580 troviamo accostato il nome della chiesa a quello dei conti Lodron, proprietari e benefattori. Nel testamento del 1607, la contessa Elena di Lodron dispone che il figlio Girolamo "faccia regalare la chiesa di S. Rocco".

L'antica chiesa, situata in via Rodolfo da Concesio, è sormontata dal Campanile

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Nel 1928 nelle adiacenze venne costruita una chiesa pure dedicata a s. Rocco più grande e adatta ad accogliere la numerosa popolazione che abitava il borgo di Concesio.

Una lastra marmorea, murata nella parete sinistra della navata della nuova chiesa di S. Rocco, reca la seguente iscrizione: "Questo tempio fu eretto nell'anno 1928 per lo zelo del Rev. Curato D. Giacomo Motta e la generosità del suo popolo".

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sul portone]

 

 

La pala raffigurante la Madonna con il Bambino ed i Ss. Rocco, Sebastiano, Gerolamo e Orsola (o Elena) venne dipinta da Palma il Giovane. E’ un dipinto ad olio, racchiuso dal 1638 in una fastosa soasa lignea dorata, che tuttora spicca al centro dell'abside della nuova chiesa. Nel 1863 Gaetano Montini, nonno paterno di Paolo VI, ne diventerà proprietario e sarà proprio questa illustre famiglia a custodirla.

Alle spalle della facciata, troviamo due strappi d'affresco appartenuti all'antica chiesa. Al centro della scena, assisa in trono, troviamo la Madonna con il Bambino. Ai lati sono poste simmetricamente le figure di S. Rocco e S. Sebastiano. Al 1520 risale il secondo affresco raffigurante la deposizione, appartenente forse alla bottega del Ferramola.

Recentemente nella parte destra del presbiterio è stato eseguito un dipinto raffigurante la "Cena di Emmaus" del pittore Oscar Di Prata. Si è provveduto, anni or sono, alle sistemazione di tutto il presbiterio secondo le norme della riforma liturgica. E' stata restaurata con cura anche la soasa della pala del Palma e successivamente la pala stessa (1991-1992).

Giovan Battista Montini, già cardinale arcivescovo di Milano, in occasione d'una sua celebrazione in s. Rocco, ha donato una pianeta di seta bianca con raffinati ricami e da Papa, il 20 maggio 1964, ha offerto un calice con coppa d'oro per "la chiesa di S. Rocco a lui tanto cara".

 

La vecchia chiesa divenne abitazione privata del sacrista. Altri affreschi o parte di essi potrebbero essere tuttora recuperati poiché le pareti non sono state discialbate, ma semplicemente ridipinte. Del vecchio luogo di culto, rimangono gran parte delle strutture, la sagrestia, la porta maggiore, le due finestre della facciata inferiore. Negli anni cinquanta, sono state aperte anche due finestre nella facciata superiore rinvenendo "vecchi" frammenti affrescati.

 

 

 

 

 

 

Il progetto architettonico, la direzione dei lavori e i particolari esecutivi (porte, altare, ferri battuti, vetrate) sono opera dell'artista Vittorio Trainini e sono state eseguite nell'anno 1929. Una citazione particolare meritano le stazioni della Via Crucis, dipinte sulle pareti della navata e della facciata interna. Ogni stazione ha avuto come offerente una famiglia di Concesio. L'ottava stazione reca i nomi di Giorgio Montini, la moglie Giuditta Alghisi e i figli Ludovico, don Battista (Paolo VI) e Francesco. La nona stazione invece, reca dipinta la firma dell'artista, con la data d'esecuzione del vasto ciclo pittorico: "Trainini Vittorio 1929". I volti dei personaggi raffigurati nelle varie stazioni sono ritratti originali ripresi dagli abitanti di Concesio che gentilmente si prestarono ad essere raffigurati.

 

 

Approfondimenti:

Concesio Pieve - San Rocco

Estratto dalla Guida Turistica edita dal Comune di Concesio


 

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